La Cambusa

“Varcata la soglia della Cambusa, la brezza marina spariva, sostituita dal respiro pesante di una foresta addormentata. Non c’erano casse di dobloni, ma cassetti in castagno che gemevano a ogni rollio, custodendo la promessa dei raccolti. Il silenzio della stanza era rotto solo dallo schioccare di un baccello che decideva di aprirsi nel buio. Con un fragore di molle stanche, l’orologio di bordo scandì il mezzogiorno.”